Opinioni

CASE SENZA PRESIDIO

ARTURO BORTOLUZZI - 16/10/2026

Case popolari a Lissago

Le notizie sulle occupazioni abusive delle case comunali di via Conte Biancamano, a Lissago, descrivono una situazione preoccupante. Urla notturne, rifiuti abbandonati, episodi di aggressività e residenti esasperati hanno portato a una raccolta firme per chiedere interventi concreti.

Secondo quanto riportato dalla stampa, dei diciotto appartamenti soltanto tre risulterebbero regolarmente abitati. Occorre verificare quanti degli altri siano effettivamente occupati abusivamente, quanti vuoti e quanti in attesa di manutenzione.

Il problema non riguarda soltanto il diritto alla casa. Quando un complesso immobiliare pubblico viene lasciato senza adeguati controlli, il degrado rischia di favorire anche fenomeni di microcriminalità, intimidazioni e attività illegali. Non significa criminalizzare chi vive situazioni di disagio, ma riconoscere che la sicurezza dei residenti richiede prevenzione.

Già nel maggio 2025 Amici della Terra Varese aveva chiesto al Comune chiarimenti sulle possibilità di intervento introdotte dall’allora nuovo decreto sicurezza contro le occupazioni abusive degli immobili privati.

Nella risposta, il comandante della Polizia locale Claudio Vegetti precisava che il decreto-legge 48/2025, convertito nella legge 80/2025, aveva introdotto una nuova procedura per determinate occupazioni di immobili privati, senza modificare quella prevista per gli immobili pubblici.

Questo, tuttavia, non significa che il Comune sia privo di strumenti.

L’articolo 26 della legge regionale lombarda 16/2016 stabilisce che gli enti gestori degli alloggi pubblici adottino annualmente piani di controllo per prevenire e contrastare le occupazioni abusive. I Comuni devono vigilare sull’efficacia di tali piani.

La stessa norma consente di promuovere custodi sociali, portierato, videosorveglianza e presidi di quartiere. Inoltre, attraverso il coordinamento con Prefettura e autorità competenti, è possibile affrontare le situazioni che presentano problemi di ordine e sicurezza pubblica.

Sorge allora una domanda: quali controlli sono stati effettuati a Lissago e quali provvedimenti sono stati avviati per recuperare gli appartamenti occupati senza titolo?

Sarebbe utile conoscere il numero degli alloggi comunali inutilizzati nell’intera città, le risorse destinate al loro recupero e i tempi previsti per le assegnazioni.

Anche il nuovo Piano di Governo del Territorio dovrebbe affrontare la valorizzazione del patrimonio abitativo pubblico, collegando sicurezza, servizi sociali e politiche per la casa.

La legalità non si garantisce soltanto attraverso gli sgomberi. Servono manutenzione, controlli, presenza delle istituzioni e interventi sociali rivolti alle situazioni di fragilità.

Il caso di Lissago dovrebbe quindi diventare l’occasione per una verifica più generale sulla gestione delle case comunali.

Perché la prima forma di sicurezza è impedire che il degrado si consolidi. E il patrimonio pubblico deve essere amministrato nell’interesse di tutta la collettività.