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CRISTIANO COERENTE

MARCO ZACCHERA - 26/06/2026

Sabato 6 giugno, esattamente nel giorno del centenario della sua nascita, alla “Casa della Resistenza” di Verbania Fondotoce si è tenuto un affollato incontro con una serie di testimonianze in ricordo della figura di Vittorio Beltrami, “Un partigiano in paradiso” come è stato giustamente intitolato un volumetto di testimonianze distribuito ai presenti.

Trovo giusto ricordare questa personalità eccezionale sia per quello che è stato Beltrami nel panorama politico locale sia per la testimonianza che ha lasciato della sua lunga militanza di cattolico impegnato nella Resistenza e poi nella vita pubblica.

Soprattutto una riscoperta del suo carattere, dell’approccio che sapeva dare al servizio per gli altri con una attenzione particolare al rapporto con le persone di qualsiasi ceto ed opinione. Ricordi personali preziosi di quando insieme andavamo a Torino in Consiglio regionale e discutevamo sulla politica, le persone, le esperienze trascorse e nonostante che a volte avessimo opinioni diverse.

Beltrami è stato non solo per cinque anni il Presidente della Regione Piemonte ma aveva sempre nel cuore Omegna, il Cusio, tutta la nostra terra con una attenzione particolare ai problemi dell’oggi e della nuova provincia che si andava formando, ma anche al periodo partigiano che l’aveva visto, diciottenne, partecipare in prima persona tra le fila dei partigiani cattolici della “Di Dio”.

Una scelta di campo rischiosa, ma nello stesso tempo con uno scrupolo tutto particolare verso la vita umana nonostante le tante violenze che la guerra – e soprattutto quella fratricida – portava con sé nel travolgere i rapporti e la vita stessa dei combattenti.

Lo scrupolo di un cristiano coerente costretto a portare le armi, la capacità di superare l’odio di parte, la volontà di saper poi ricostruire, ma anche la coerenza delle posizioni e degli impegni.

In questo senso fu la spinta decisiva perché, con legge regionale da lui proposta, nascesse la “Casa della Resistenza” per la quale spese i suoi ultimi anni convinto della necessità di lasciare una traccia autentica al di là del correre delle generazioni.

Una fede cristiana profonda, una militanza cristallina e continua, una dedizione alla propria terra interpretando nella pratica quotidiana quella “Politica” che per Paolo VI era la più alta delle espressioni umane, se messa veramente al servizio della comunità.

Fede, ma anche ironia, saggezza, simpatia e comprensione reciproca sono i tratti umani che hanno fatto per decenni di Vittorio Beltrami una figura unica nel mondo politico locale, come dimostrato proprio sabato scorso quando si sono ritrovate persone di diversi orientamenti politici, ma tutti uniti nel ricordarlo.