Politica

IL VECCHIO MALVISSUTO

ROBERTO CECCHI - 30/01/2026

«Spalancando due occhi affossati e infocati, contraendo le grinze a un sogghigno di compiacenza diabolica, con le mani alzate sopra una canizie vituperosa, agitava in aria un martello, una corda, quattro gran chiodi, con che diceva di volere attaccare il vicario a un battente della sua porta, ammazzato che fosse». È un passaggio de I Promessi sposi di Alessandro Manzoni (cap. XIII) che mi è venuto in mente, qualche giorno fa, guardando due conferenze stampa del presidente USA, rilasciate alla distanza di un giorno l’una dall’altra, la prima da New York e la seconda da Davos, in Svizzera. Non c’è voluto troppo perché mi tornasse alla mente come un fulmine questo passaggio, perché ai tempi del liceo, nei lontanissimi anni ’60 del secolo scorso, ci facevano imparare a memoria non solo le poesie, ma anche paginate di prosa tra cui, appunto, queste. E certi passaggi come quello citato, rubricato come il vecchio malvissuto, rimangono nella memoria in maniera indelebile. È un ricordo che riporta al passato anche con qualche inquietudine, perché questo sforzo mnemonico ricorrente era l’incubo dei compiti a casa del pomeriggio. Ma col senno di poi è servito anche questo.

Mi sono sottoposto allo strazio di guardare da cima a fondo ben due conferenze stampa di oltre un’ora ciascuna («Rai News 24» le trasmette in diretta), per capire un po’ meglio chi sia questo tizio che, da un anno a questa parte, invade le nostre vite (e quella del mondo intero) nella maniera peggiore possibile, tanto da farmi venire in mente, appunto, il vecchio malvissuto di manzoniana memoria. Ero incuriosito dalla possibilità di capire qualcosa di più di lui, soffermandomi sui particolari, al di là delle cronache dei giornali che, inevitabilmente, devono riportare la sintesi delle cose più importanti e non possono indulgere su aspetti secondari, dai quali, invece, spesso si capisce molto di più di quel che si possa credere. Nella prima conferenza stampa il Nostro ha sciorinato una serie di immagini di soggetti, ritratti nella maniera peggiore possibile, che a suo dire erano (sono, spero) soggetti pericolosi, di cui sbarazzarsi e rimandare a casa loro. Non si capiva se questi disperati fossero già stati condannati o se le accuse che venivano mosse contro di loro fossero solo presunzione di colpevolezza. Poi, ha impugnato minacciosamente un brogliaccio corposo, tenuto con una clip, scritto fitto fitto, che riportava, secondo il suo dire, quel che è stata capace di fare la sua presidenza in un anno, magnificando ogni passaggio con aggettivi che vanno dal “meraviglioso” allo “straordinario. Alla fine, ha buttato per terra tutti e due incartamenti, con disinvolta e arrogante nonchalance, invece di scostarli da una parte, come farebbe qualunque cristiano. Tanto qualcuno li avrebbe raccattati. Son modi che s’imparano in famiglia, evidentemente, fin da piccoli.

Nella seconda conferenza stampa ha parlato a braccio, saltando di palo in frasca, senza un nesso che tenesse insieme gli argomenti, tanto sapeva che la stampa alla fine dei conti avrebbe ripreso solo alcuni passaggi, un paio di parole per fare i titoli da mettere nel terzo inferiore dello schermo tv. In realtà, sentire questi sproloqui nella loro interezza è stato imbarazzante. Non lo ripeterò. Tanto ho capito che l’atteggiamento è sempre lo stesso. Non ha rispetto di niente e di nessuno. Sia che si tratti di fogliacci o di persone. Vanno tutti, comunque, a finire per terra. Vale per le persone uccise nei barchini, in mare, che secondo la narrazione ufficiale trasportavano droghe. Facendo fuori centinaia di persone senza sapere il perché. E vale anche per Reen Nicole Good, quella povera madre di tre figli assassinata con tre colpi di pistola alla testa. Nessuna pietà cristiana neanche per lei. Nel ricordare l’evento il Nostro non ha fatto una piega, ha solo detto che era “impegnata”. Noi abbiamo visto che era impegnata a manifestare e niente più.

In questi giorni, dagli USA e da New York in particolare, è arrivata un’altra notizia e riguarda il bidè. Il neoeletto sindaco, Zohran Mamdani, ha annunciato una rivoluzione. Ha detto che nella sua nuova residenza istallerà dei bidet. Aggiungendo che s’impegnerà affinchè accada anche altrove, perché i bagni americani (come in Inghilterra, in Francia, ecc.) non possiedono questo strumento di civiltà (e d’igiene) e si affidano al “doccino”. Personalmente, ho sempre pensato che quest’oggetto servisse ai cani. È comunque una resipiscenza, che promette bene. Promette un incamminamento verso la civiltà. Che il riscatto di un paese passi dai cessi?