
Dove ci si spacca, si paga. Forza Italia che emerge in un centrodestra disgregato (cosa succederà all’alleanza, o pseudo tale, quando ad andare al voto saranno le grandi città?). La sempre più marcata disaffezione della gente alla res pubblica, anche quella più prossima.
Tre centri del Varesotto al voto amministrativo del 25 e 26 maggio scorsi, tre “morali” da individuare tra verdetti e percentuali.
Alla ricerca di un nuovo sindaco sono andate Saronno, Castellanza e Arcisate, tutte accomunate dalla necessità del voto anticipato rispetto alle normali scadenze. Per ragioni diverse, però.
A Castellanza è stata la morte improvvisa e drammatica della sindaca Mirella Cerini a dettare l’esigenza delle urne. E il ricordo del suo buon governo, a un anno di distanza da quei tragici fatti, ha premiato la vicesindaca uscente Cristina Borroni, che ha ottenuto una netta vittoria con il 46,97% dei voti, doppiando il centrodestra diviso – Pagani e Lista – e i civici. La sua elezione rappresenta dunque una continuità nella gestione amministrativa della città e conferma la tenuta della coalizione di centrosinistra.
A Saronno 11 liste e 4 candidati, ma nessuno dei contendenti è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta, rendendo così necessario il ballottaggio previsto per l’8 e 9 giugno. Rienzo Azzi del centrodestra ha raccolto il 43,79% dei voti, mentre Ilaria Pagani del centrosinistra si è fermata al 28,15%. Seguono la civica Novella Ciceroni (14,12%) e Augusto Airoldi, sindaco uscente, con il 13,95%. Quest’ultimo è quello che ha pagato lo scotto più alto, dopo aver deciso tre mesi fa di far cadere la propria giunta davanti a una maggioranza spaccatasi in mille pezzi nel corso della votazione del bilancio. Impossibile ricomporre i cocci e allora ecco l’ex primo cittadino da una parte senza partiti e la Pagani dall’altra, con l’appoggio di PD e Azione. È bastato, a gauche, per prendersi almeno il ballottaggio, basterà per riprendersi il Comune? Va chiesto proprio ad Airoldi e a Ciceroni, perché molto dipenderà da dove decideranno di dirottare i rispettivi elettorati fra 15 giorni.
Se l’amministrazione di Saronno è stata un vero rabelot negli ultimi mesi, quella di Arcisate ha abdicato tra autentiche coltellate politiche. Anche qui una giunta caduta – quella di Gian Luca Cavalluzzi – per gravi errori tecnici, anche qui un commissario prefettizio a gestire, anche qui la necessità di richiamare il popolo alla scelta, peraltro in un contesto particolare: quattro candidati, tutti di centrodestra. Che ha vinto o si è rotto (domanda perfida…)?
Di certo ha vinto Antonino Centorrino, che ha superato di 128 voti proprio Cavalluzzi. Il nuovo borgomastro gode dell’aperto appoggio di Forza Italia, forse l’unico partito che può dirsi davvero soddisfatto nel complesso della tornata: un sindaco eletto, un buon risultato a Castellanza (Lista è ex consigliere regionale in quota azzurra) e il quasi 20% conteggiato a Saronno.
Crolla, sempre di più e ovunque, la Lega “Salvini style”.
Non è l’unica: il risultato peggiore l’ha come al solito siglato l’affluenza: -12% rispetto alle precedenti elezioni a Saronno, -0,5 a Castellanza, -7% ad Arcisate. Nessuno dei tre centri è riuscito a richiamare ai seggi almeno il 50% degli aventi diritto.