Garibalderie

NON TUTTO È PERDUTO

ROBERTO GERVASINI - 16/10/2026

“Taci! Il nemico ti ascolta” era una delle cortesi raccomandazioni in voga al tempo di Benito, il Duce. Oggi dovremmo chiederci chi sia il nemico o il falso amico e poi rammentare che anche noi, come il nemico, non siamo sordi, purtroppo. Da circa ottant’anni infatti, in qualità di coloni dell’impero americano, noi italiani siamo stati indotti ad importare, ebbri di trovata libertà, anche i prodotti “culturali “divenendo vittime più o meno consapevoli. Basta far scorrere i canali FM delle radio da una frequenza all’altra: canzoni e canzonette strimpellate in inglese, musica in inglese, menate chilometriche in inglese. De André, Bennato, Battisti, Vasco Rossi, Paolo Conte, Battiato, Guccini, De Gregori, Dalla, Ligabue, Venditti, Pino Daniele….. ”au ar iu?” Omologazione in atto da decenni che sembra lasciare poco spazio, tant’è vero che anni addietro, forse nel 2019, Mogol, presidente Siae, nelle vesti di Geronimo, Nuvola Rossa o Pocahontas, fece un appello perché le radio riservassero uno spazio musicale di almeno il 30% a cantautori italiani.

Siamo il Paese dove è nata la musica, scritta, il Paese del Bel Canto, la terra madre della Lirica: ahahahah. Siamo diventati più ignoranti, lo attesta l’OCSE, forse ridicoli. Si cammina in centro città quando le porte restano spalancate e cambiano le vetrine, cambiano le merci ma le colonne sonore son sempre identiche. Il top si raggiunge nelle palestre e nei numerosissimi saloni di parrucchiere dove extracomunitari, titolari e lavoranti, venuti nella riserva italiana già privi di bisonti, sono stati irrimediabilmente colonizzati. Chi è vecchio rimpiange Brassens, Jacques Brel, Aznavour, Edith Piaf, Dalida, Juliette Greco, Francoise Hardy … per parlare solo di lingua ed autori francesi e poi c’è tutto il Centro e sud America: Cuba, Argentina e Brasile in testa. E la Spagna. È avanzato il deserto. Come non ricordare ridendo molto Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma” quando rinuncia a fa’ l’ammericano e divora un piattone di spaghetti che lo aveva “provocato”. Grande Albertone de noantri, erano gli anni 50! Nelle riserve musicali, nei bar e ristoranti, rimangono sempre degli irriducibili, dei sovversivi forse, e fortuna vuole che si riesca ad incrociarli, raramente. Così, sul lungolago nuovo di Luino, trovi un bar ristorante da dove si espande, esala perfino, musica cubana che ti cambia l’umore in un secondo. Altrove, un bar ristorante al Sacro Monte di Varese, una mattina subito dopo l’alba, un giovane uomo inserisce un cd di canti ed inni in lode al Signore, in latino: ce le stia le, nel silenzio, in un luogo magico. Non tutto è perduto.