Fisica/Mente

LONGEVITÀ MIA CARA

MARIO CARLETTI - 16/10/2026

Dire che la longevità è semplicemente associata a fattori genetici non è del tutto corretto. Certo avere un DNA favorevole vale parecchio ma altrettanto importante è il rapporto che il singolo individuo instaura con il mondo che lo circonda, e gli stili di vita, in questo senso, sono scientificamente ritenuti determinanti.

Lasciando perdere il mondo per non tediare il lettore in modo eccessivo mi limito a riportare qualche dato numerico della realtà ove noi viviamo semplicemente per far comprendere che il tema non è affatto marginale, ma riguarda una vasta area della popolazione che ci circonda.

Gli ultimi dati lombardi ci dicono che gli ultra 65enni sono circa 2,3 milioni pari più o meno ad un quarto della popolazione globale, di questi mezzo milione vive da solo, poco più di 250 mila in condizioni di fragilità.

Le previsioni demografiche future dicono che il numero tenderà ad incrementare di 50 mila unità l’anno.

Varese non si discosta sostanzialmente da questi dati, oggi ci sono 193 over 65 ogni 100 giovani sotto i 14 anni, e tra vent’anni un terzo della popolazione sarà over 65.

Tra i determinanti più semplici, meno costosi ed alla portata di tutti, c’è l’attività motoria.

I tassi di mortalità totali, malattia coronarica, ipertensione, ictus, diabete di tipo 2, cancro al colon ed al seno (cioè una larghissima parte delle patologie più diffuse), sono tutti più bassi in maschi e femmine più attivi.

Ciò grazie al miglioramento globale della funzionalità cardiorespiratoria e muscolare, ad una percentuale di massa grassa più bassa ed a un profilo lipidico ematico più favorevole.

Il primo concetto da sfatare è che l’attività fisica necessaria non è caratterizzata da carichi di lavoro pesanti, ma DEVE avere come caratteristica di base la regolarità e la costanza.

Secondo, esiste un movimento (di qualunque genere) utile per ciascun sesso, ad ogni età ed in ambienti diversi che deve essere costruito su misura per il singolo soggetto in base alle personali caratteristiche fisiche e costituzionali ed eventualmente anche patologiche.

Quindi prima di intraprendere un percorso, che negli auspici dovrebbe essere duraturo, giusto fare un check con un medico di fiducia per discutere ed avere informazioni utili.

Obbiettivo di ogni programma è quello di mantenere una buona massa muscolare che assicuri la miglior stabilità possibile e che aiuti a prevenire le cadute e le conseguenze ad esse collegate, stimolare una attività cardiovascolare corretta (controllo pressorio) e favorire le difese immunitarie.

Proprio perché fatta su misura si possono dare indicazioni di base comuni mai dimenticando che l’abito fatto dal sarto… veste meglio.

L’attività dovrebbe impegnare dai 150 ai 300 minuti alla settimana per quanto riguarda la parte aerobica (camminare tanto per capirci) e circa la metà 75/150 minuti di attività di potenziamento muscolare (salire le scale, camminata contro pendenza, flessioni sulle braccia per esempio).

L’attività aerobica può essere fatta 6 giorni su 7 (uno di riposo) quella muscolare potrebbe essere distribuita in tre sedute la settimana.

Chi ha qualsiasi limitazione fisica ricordi che le singole attività quotidiane possono essere viste anche come allenamento: la spesa (a piedi), la preparazione dei pasti, la pulizia della persona o della casa, portare a passeggio il cane, fare le scale andare a passeggio per negozi od in centro commerciale.

Ormai tutti i cellulari hanno app sanitarie che registrano la nostra attività, può essere molto utile imparare ad utilizzarle come diario del lavoro svolto.