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Sport

MAZZARRI OK. MA SENZA CAVANI

ETTORE PAGANI - 12/07/2013

All’Inter arriva Mazzarri. In un cielo che continua a essere più nero che azzurro almeno uno squarcio di sole è spuntato. Le capacità del tecnico toscano sono arcinote ed è difficile pensare che la società nerazzurra non possa goderne in assoluto.

Per il vero – volendo essere, per metà precisi e per l’altra metà maligni – non sarebbe il primo trainer a bruciarsi il fondo dei calzoni sulla sempre scottante panchina interista ma sono cose che capitano a 360 gradi non solo nel nero con l’azzurro. Si tratta, invece, di capire, quale squadra Mazzarri allenerà e da che parte dovrà cominciare.

Tanto per gradire di residui dello scorso anno ne resteranno pochini. E fin qui niente di male. Anzi. Pare che qualcuno abbia già visto Mazzarri, nei dintorni della Bovisa, fregarsi, con un malcelato sorriso in volto, le mani; ma il piacere di un rinnovo di ranghi, lo scorso anno ben lungi dall’essere stati apprezzabili, deve pur combinarsi con la possibilità di avere a disposizione materiale migliore che, salvo mutamenti di rotta, al momento tarda ad apparire all’orizzonte.

Il calcio-mercato, insomma, per il momento non consente al nuovo allenatore neppure la possibilità di abbozzare anche e solo ipotetiche inquadrature su cui basare la sua nuova squadra.

Il che significa che il compito dell’ex partenopeo non sarà – almeno inizialmente – proprio di scarsa difficoltà, posto che al nuovo arrivato non solo toccherà la scelta dei nomi che per ora non si conoscono ma anche – fatta la scelta – reimpostare tutti i reparti visto che lo scorso anno non uno – estremo difensore a parte – è stato efficiente.

Al proposito non sarà il caso di dimenticare che, l’anno passato, la serie positiva di Stramaccioni fu esclusivamente conseguente al fatto che l’allenatore, nuovo di zecca per il tipo di campionato non conoscendo la squadra, ebbe la logica e azzeccata idea di schierare una formazione rigorosamente difensiva e, per il resto, affidandosi a lanci lunghi e al contropiede.

Ora l’affidabilità di Mazzarri a dare gioco a una formazione è fuori di discussione. L’ha fatto con molte potrà farlo anche con l’Inter. Si tratterà, però, di vedere quale potrà essere il materiale umano a disposizione partendosi dal presupposto, ovvio e imprescindibile, che da eventuali rape non potrà ricavarsi zucchero.

Al Napoli Mazzarri ha saputo dare un buon gioco arrivando, però, a risultati concreti solo con il formidabile apporto individuale di Cavani.

È dubbio che l’Inter di un altro Cavani possa disporsi.

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